Grande emozione per la scomparsa della "bambina farfalla" 

 

Sofia ci ha salutato per sempre

 

 

04/01/18    La Farfalla è volata via e per i suoi genitori sono ora sicuramente giorni di vuoto assoluto. Dopo anni dedicati alla piccola, fragile e amata Sofia mancherà qualcosa alla routine giornaliera che li vedeva completamente impegnati a sostenerla.

 

Il mondo di cui facciamo parte cambia a volte in modo improvviso, sono quei passaggi che sembrano non arrivare mai, li aspetti con timore, cerchi di prepararti, metabolizzi reazioni, pianifichi la reazione necessaria a certi dolori, ma poi tutto ti crolla inevitabilmente addosso.

La grande famiglia Voa Voa si è stretta intorno agli amici Caterina e Guido, così per Sofia l’ultimo saluto è forse stato meno doloroso, ma cosa significa, può forse questo lenire il dolore di una madre, di un padre, dei nonni e di quanti per anni hanno giornalmente impotenti gravitato nel piccolo giardino dei giochi di questa bambina, non la sola, diciamo sfortunata? E’ il termine giusto? Troppo invasivo di una privacy in qualche modo negata?

I suoi genitori li ho sempre visti con il sorriso sulle labbra, e non solo nelle occasioni pubbliche, durante i grandi e piccoli eventi con i quali portavano avanti la loro lotta, ma anche nel privato, da quella casa che guarda il mare azzurro di Castiglioncello, nella loro abitazione di Firenze, immersa nel verde, durante gli intensi momenti in cui ci dedicavamo agli eventi a favore della Onlus Voa Voa, così amata da piccoli e grandi, sempre con lo sguardo alle incognite del futuro, ma sempre abbracciando tutti coloro che partecipavano con gioia.

Piccoli e grandi attori hanno salutato la bambina farfalla, tra essi personaggi come il cantante Nek, che durante la funzione religiosa a San Miniato si nascondeva dietro ad una colonna, per poi apparire, con il volto profondamente colpito e leggere alcuni passaggi nel ricordo di Sofia.

Tanti volti noti a San Miniato, ma tutti nell’ombra, perché la luce era solo per la piccola bambina che nei pensieri di tanti ci immaginiamo felice di correre e giocare in un altro luogo, magari volando in quel cielo azzurro che le ha fatto da coperta in questi lunghi anni di sofferenza.

 

Testo di Giuseppe Garbarino per Corriere dell'Etruria

  

Un'uomo, un simbolo

 

 La vista del Dalai Lama a Firenze

 

  

19/09/17    Mentre al Piazzale Michelangelo, forse attratti dagli avanzi del Festival del Gelato finito il 17 sera, un gruppetto di cinesini protestava contro il Dalai Lama, al Mandela Forum si svolgeva uno degli eventi principali del Festival delle Religioni.

Dopo vent’anni è tornato a Firenze sua santità il Dalai Lama, Tenzin Gyatso, colui che parla di pace e spiritualità interreligiosa, la più importante autorità buddhista ancora oggi costretto a quell’esilio da un paese che non esiste più, il Tibet, dove anche i suoi abitanti originari sono ormai un ricordo lontano, grazie alla pulizia etnica varata dal governo cinese.

Ricordo quando nella bibliotechina di classe trovai un libretto che mi incuriosì, era una specie di diario, un racconto del giovane Dalai Lama fino ai tempi dell’invasione cinese e alla fuga dal Tibet; si aprì davanti ai miei occhi un mondo sconosciuto, ritrovato solo quando rividi il film Sette anni in Tibet, con quel ragazzo curioso di conoscenza, per nulla avvolto e costretto nell’abito di monaco buddhista, quasi moderno nel suo mondo antico.

Oggi la figura del Dalai Lama sembra a molti anacronistica, lui stesso si definisce l’ultimo del suo genere, dopo di lui il nulla, la fine di una tradizione, cosa che potrebbe sembrare curiosa, ma strettamente attuale anzi al passo con i tempi. Non sparirà il buddhismo, ma cambierà il suo interporsi tra la gente, forse mai più un Dalai Lama, che in qualche modo era anche il capo di uno stato che non esiste più, ma così come il titolo dell’incontro fiorentino recita, “La libertà nella regola” tutto sarà portato su un livello superiore, oltre la conoscenza attuale di questa religione che ha voluto farsi bandiera con la principale idea di rispetto e tolleranza verso gli altri.

Il Dalai Lama, davanti a un esaurito Mandela Forum, pieno di giovani incuriositi e “addetti ai lavori”, ha incontrato le autorità locali e i rappresentanti delle altre religioni, ebraica, ortodossa e islamica, oltre naturalmente a quella cattolica.

Un messaggio è subito uscito dal luogo dell’incontro:  «Sentiamo spesso ai giorni nostri affiancare il termine terrorista a quello di religioso. Sono molto contrario a denominare così un religioso, poiché nel momento in cui uccidi non sei più musulmano o buddista, sei semplicemente un terrorista».

 

Testo di Niccolò Garbarino per Corriere dell'Etruria

 

 

 

Una porta per la cultura in Piazza della Signoria.

L’arco di Palmira

 

  

28/03/17    Non è una piazza qualsiasi, è Piazza della Signoria, quella culla del Rinascimento che oggi ospita la copia dello storico arco di Palmira, come uno stargate, un passaggio temporale verso il passato delle grandi civiltà che, per oscuri misteri della mente umana, danno noia a qualcuno, o forse questa pazzia inconsulta e   iconoclasta è un ben celato messaggio di propaganda per rendere schiavi e senza riferimenti gli uomini che si vorrebbero definire liberi.

 

Questo arco, già esposto a Londra, New York e Dubai,  è il muto testimone delle distruzioni perpetuate dai militanti del “daesh”, dispregiativo e alternativo modo di chiamare questi fanatici dell’Isis, “infilare sotto i piedi, calpestare, schiacciare”, questo in qualche modo la traduzione di “daesh”, che calza perfettamente su questi “non uomini”, loro stessi schiacciati da una religione che inspiegabilmente vuole il nulla, perché a questo portano le distruzioni e la loro propaganda, al nulla, un deserto di terrore e di vuoto.

E strano come le immagini di tali monumenti distrutti dalle cariche di dinamite siano, almeno soggettivamente, più forti di tante notizie che parlano di centinaia di morti per un bombardamento, forse perché quando si colpisce la cultura il danno è ancora maggiore, l’uomo nel suo percorso nella storia si ripropone, si riproduce, si moltiplica guardando alle generazioni future, la storia e la cultura di questi monumenti sopravvissuti per duemila anni, quando non esiste più lo è per sempre.

Palmira è un nome che evoca pensieri e fantasie su luoghi misteriosi, ma oggi anche l’impotenza dell’uomo per scongiurare tali scempi, eppure la soluzione poteva esserci, non posso credere che non si poteva preservare da tale scempio un luogo come Palmira.

Se capitasse un giorno alla nostra Roma? Sono le maggioranze silenziose il peggior nemico del tempo, purtroppo le rivoluzioni le fanno sempre le minoranze, ma la storia insegna, non vincono mai sulla lunga distanza, i cambiamenti spesso travolgono anche loro.

Oggi l’arco di Palmira, pardon, la sua copia, ostenta la sua ombra in Piazza della Signoria a Firenze, è un simbolo che accoglierà gli ospiti del G7 della Cultura in programma

E’ stato l'Institute for Digital Archaeology dell'università di Oxford a realizzare il progetto, per non dimenticare e portare la copia dell’arco in giro per il mondo; il sindaco Nardella ha affermato che l'arco di Palmira è "un simbolo col quale tutti noi da Firenze vogliamo inviare un messaggio di pace e resistenza contro il terrorismo e la violenza".

Se passate da Piazza della Signoria mentre passerete sotto questo arco meditate; a qualcuno vedere questo pezzo di Palmira riprodotto per la memoria della cultura che scompare sotto i colpi di una nefasta religione darà sicuramente noia, pensavamo che i tempi in cui una religione era capace di creare tali scempi fossero passati, ma il medioevo più oscuro non ha purtroppo mai lasciato quelle terre d’oriente. Noi non ci tiriamo indietro.

 

 

Testo di Giuseppe Garbarino per Corriere dell'Etruria

 

 

 

Eleonora di Toledo: un giardino a palazzo

 

 

 

 

28/06/16  -  Fino al 25 settembre a Palazzo Vecchio l’evento Un giardino a Palazzo si propone come scopo principale quello di rievocare gli “orticini”, dei piccoli spazi verdi che venivano installati fra le mura dell’edificio per rendere più piacevole il soggiorno della famiglia dei Medici che abitava nel palazzo, un modo per sopperire alla mancanza di un vero e proprio giardino utilizzando grandi vasi in terracotta o in bronzo nei quali coltivare piante e fiori.L’evento, realizzato dall’associazione MUS.E e da Musei civici fiorentini, ha comelocation la terrazza di Saturno, al 3° piano di Palazzo Vecchio chiamata così per i dipinti sul soffitto che raffigurano il dio Saturno.

Gli orticini in  mostra, già precedentemente voluti nel XVI secolo da Eleonora di Toledo moglie di Cosimo I de’ Medici, sono frutto di un’accurata ricerca provenienti da fonti archivistiche, iconografiche e storico-letterarie. Le piante esposte spaziano da agrumi a melograni, da ortaggi a rose fino alle profumate erbe aromatiche.

Per trascorrere un pomeriggio immersi nell’atmosfera della corte medicea del ‘500, la mostra è aperta dalle 09:00 alle 23:00 tutti i giorni, tranne il giovedì che seguirà il seguente orario: dalle 09:00 alle 14:00. Il biglietto d’ingresso non subirà nessuna maggiorazione rispetto il normale costo della visita di Palazzo Vecchio (10,00 € biglietto intero; 8,00 € (dai 18-25 anni) e gratuito per minori di 18 anni).

INFO: clicca qui.

Durante i 4 mesi di esposizione, nelle giornate di 11-18  Giugno e 10-24 Settembre alle ore 15:00, la terrazza sarà protagonista di visite tematiche, conferenze & conversazioni e laboratori ad hoc per bambini.

 

Niccolò Garbarino

 

link: 

http://musefirenze.it/ 

http://musefirenze.it/giardino-terrazzo-palazzovecchio-visite-attivita-conferenze/

 

 

 

Pinocchio: l'importante è parlarne...

Un convegno sul futuro turistico del famoso Burattino

  

Di G.G. Pistone

 

22/11/16 - Eccoci all'appuntamento annuale organizzato dall'associazione Pinocchio a Casa Sua; quest'anno l'argomento primario, oltre ad una serie di approfondimenti storici, è rivolto al risvolto turistico sul territorio fiorentino, nei luoghi dove il racconto venne ambientato, prendendo a spunto fatti, persone e curiosità del luogo frequentato da Carlo Lorenzini durante i suoi soggiorni sestesi a casa del fratello Paolo, direttore della nota Manifattura di Doccia.

L'intervento del Prof. Sergio Casprini, del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, approfondirà una diversa immagine di Carlo Lorenzini, non solo giornalista e autore di Pinocchio, ma volontario del Risorgimento con il fratello Paolo; il Prof. Massimo Ruffilli del Comitato Carlo Lorenzini, strenuo sostenitore di un Pinocchio Fiorentino e in trasferta da San Miniato in quel di Pisa, Stella Buggiani promotrice della nascente associazione “Pinocchio a i’ Pinocchio”  di San Miniato Basso, località dove un tempo si trovava la frazione di “Pinocchio”, scomparsa nel 1924, quando i suoi abitanti non vedevano di buon occhio essere additati come “bugiardi”, ma toponimo storico oggi recuperato.

Stella Buggiani sarà accompagnata da Luca Boschi, noto blogger, fumettista, collaboratore con The Walt Disney Company, Sergio Bonelli Editore, Linea Chiara/Nona Arte, Comicon Edizioni, Corriere della Sera, Panini, IF Edizioni e svariati altri editori, oltre ad essere insegnante alla sede di Firenze della Scuola Internazionale di Comics e Direttore Culturale del Festival Internazionale Napoli Comicon.

Sarà proprio Luca Boschi ad anticipare ai presenti un'iniziativa rivolta proprio a Pinocchio.

Grazie all’interessamento del Design Campus dell’Università di Firenze, sarà possibile vedere i progetti per la realizzazione di un parco dedicato a Pinocchio nei posti dove è stato ambientato e pensato dal suo autore Carlo Lorenzini. Sarà l’Arch. Eleonora Trivellin ha esporre gli elaborati degli studenti del Corso di Design, che hanno in qualche modo cercato di ambientarli nei luoghi di Pinocchio, dove si trovava il Paese dei Balocchi e dei Barbagianni, il Campo dei Miracolo  e l’Osteria del Gambero Rosso, dove abitavano Geppetto e Mastro Ciliegia e si dedicavano ai furtarelli quotidiani il Gatto e la Volpe, il tutto nella zona tra Sesto Fiorentino, Peretola e Firenze.

«Sono anni che la nostra associazione, – sottolinea il presidente di Pinocchio a Casa Sua, Giuseppe Garbarino - ormai al terzo appuntamento del ricordo di Carlo Lorenzini (Collodi), cerca di sottolineare come la favola di Pinocchio nasconda realtà storiche oramai appurate e studiate da storici e giornalisti. Abbiamo coinvolto una serie di partner che in questa occasione possano, non solo puntualizzare il momento storico e l’operato di Carlo e del poco studiato fratello Paolo Lorenzini nel contesto ottocentesco, ma anche immaginare e analizzare i risvolti di impatto turistico di un parco dedicato al Burattino più famoso al mondo, e perché no anche di un museo».

Per questo motivo tra gli ospiti al convegno del venerdì 25 novembre p.v. segnaliamo Beatrice Grassi di Federturismo Confindustria, Manuela Mascherini delle guide turistiche di Florence and Tuscany Tours e Damiano Landi in rappresentanza del Touring Club Italiano, sensibilissimo al progetto e agli itinerari collodiani nel territorio, per un Burattino definito patrimonio dell’umanità. 

Durante il pomeriggio “pinocchiesco”, oltre al saluto del Presidente del Consiglio della Regione Toscana Eugenio Giani, verrà consegnata una targa ad Andrea Ceccherini, Provveditore della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze, perché, per chi non lo sapesse, i suoi confratelli vennero immortalati nel testo di Pinocchio, raffigurati nei quattro conigli neri che arrivano con la bara al capezzale di Pinocchio!

Ultimamente l'associazione Pinocchio a Casa Sua ha promosso l'edizione del libro di Filippo Canali "Carlo Collodi Lorenzini: un comunicatore del XIX secolo" e del libro di Giuseppe Garbarino "Pinocchio in Toscana".

 

 

 

Dalla Nebbia della Val Padana al bagno Piero del Forte dei Marmi

 

Incontro con Renato Pozzetto

 

  

26/08/16 - Questi giorni di fine agosto che assomigliano di più ad un inizio di stagione, sarà colpa del caldo e dei tramonti infuocati che allontanano dalla mente i pensieri di un ritorno alla quotidianità che purtroppo sarà pronta ad attenderci tra pochi giorni, in questa calura sulla spiaggia del Forte, in quella Versilia sempre verde e spumeggiante di eventi incontriamo un nome caro a generazioni di italiani: Renato Pozzetto.

Siamo al bagno Piero, luogo di prestigio e di indiscussa notorietà, il momento è il tardo pomeriggio, appena mitigato dalla brezza di sera, quando ci si permette di lasciare le letture da spiaggia e intrattenersi con conoscenti e vicini di ombrellone.

Renato Pozzetto da tempo non è più il ragazzo di campagna sceso nella grande città e quel debutto con l’amico Cochi Ponzoni, all’Osteria dell’Oca di Milano è stato in qualche modo premonitore di futuri interessi, il tempo del cabaret è poi passato, altri amori e coinvolgimenti si sono affacciati all'orizzonte e oggi, dopo il cinema  è “patron” di un noto ristorante sulla sponda orientale del Lago Maggiore, luogo di culto della buona cucina lombarda.

Delle occasioni gastronomiche di questo lago mi è caro il ricordo delle “spedizioni” oltre confine, fino ad Ascona, in tempi storici potrei dire, al seguito di mio padre e di mio zio, con quelle stupende trote al burro e sella di capriolo sapientemente cucinata in ristorantini in fondo a quelle stradine immerse nelle colline che guardano il lago, oppure le soste quasi improvvisate a Le Ris di Invorio Superiore, sulla sponda piemontese a poca distanza dalla casa avita dei miei nonni.

Piccola digressione per ricordare momenti felici e familiari del passato, ma torniamo al nostro personaggio e al suo rapporto con l’arte culinaria, perché non dimentichiamocelo era al Forte dei Marmi per far parte di una giuria particolare, quella sulle “sabbie nobili” del premio A Tavola sulla Spiaggia, l’atteso e vincente momento di raffinata arte enogastronomica realizzata da dilettanti, ma non troppo, allo sbaraglio.

-                 - Com’è nato il rapporto tra Renato Pozzetto e la gastronomia in genere?

-          - Premetto che non è un amore recente, anzi, io sono sempre stato interessato alla cucina, fin da tempi non sospetti, quando avevo venticinque trenta anni circa, poi da virtù necessità, quando giravo i miei film mi ero attrezzato con un bel camper e grazie ad un amico che mi seguiva ed aiutava, ottimo cuoco, ho imparato a far da mangiare; le pause durante il lavoro erano occasioni per sperimentare e imparare, così, piano piano mi sono avvicinato sempre di più a questo mondo di piacere e soddisfazione per il palato.

-                  - L’interesse per l’arte culinaria si è poi trasformato in un noto ristorante, quel Montecristo che per la storia letteraria è stato il luogo dove trovare un tesoro, quindi in qualche modo la felicità?

 -          - Montecristo è un’isola felice, lo è sempre stato, oggi ancora di più, ha cambiato nome si chiama Locanda Pozzetto in quel di Laveno, luogo a cui sono molto affezionato, come tutto il Lago Maggiore.

 -                 -  Qual è la ricetta migliore quando c’è la nebbia in Val Padana? 

         - Nebbia in Val Padana è il nome della mia barca, anche questa un’isola felice come per il mio ristorante, quindi la ricetta è di avere degli amici con i quali condividere momenti di piacere, cucinare per loro o con loro, ma soprattutto trascorrere il tempo con i miei nipoti.

     L’attore, personaggio affabile e sempre contento di stare in mezzo alla gente, ha poi preso posto nel tavolo principale della giuria, accanto ad un travolgente Gianfranco Vissani che, come da suo stile, vivacizzava la serata becchettando con tutti grazie alla sua verve, soprattutto con la presenzialista Patrizia Groppelli, in arte d’Asburgo Lorena, mentre il gastronauta Davide  Paolini faceva la parte del diplomatico.

    Tra una portata e l’altra Renato Pozzetto ha stuzzicato una coppia di concorrenti ad invitare tutti a Pantelleria, per gustare prelibatezze locali, mentre Gianni Mercatali e il suo staff visionavano ogni momento della serata e Annamaria Tossani con impeccabile mise da sera/spiaggia, percorreva l’arena di sabbia presentando concorrenti e ricette.

    Per A Tavola sulla Spiaggia appuntamento l'anno prossimo, per la Locanda Pozzetto tutto l’anno a Laveno, magari per una “cassoeula”.

 

TESTO DI Giuseppe Garbarino per Corriere dell'Etruria

 

Link:

http://www.atavolasullaspiaggia.it/ 

http://www.locandapozzetto.it/ 

 

 

 

Sotto l’ombrellone con Gianni Mercatali: ricette, personaggi e simpatia

 

10/08/16 - Grande attesa e soprattutto acquolina in bocca per la prossima edizione di “A Tavola sulla Spiaggia”, la manifestazione, anzi la gara di enogastronomia dove i partecipanti si contendono premi di ogni genere, ma soprattutto potranno dire: “io c’ero”.

Gli iscritti alla gioiosa occasione estiva potrebbero essere definiti cuochi allo sbaraglio, amanti della cucina, del buon mangiare e con quella certa filosofica incoscienza che li porta a gareggiare all’ultima forchettata davanti ad impietosi giudici.

Gianni Mercatali è personaggio navigato e avvezzo a gestire birbanterie di tutti i tipi, non per nulla era ottimo amico di Tognazzi, un genio del cinema, cuoco indimenticabile, ma sicuramente goliardicamente pericoloso; la sua creatura, “A Tavola sulla Spiaggia”, nonostante i 24 anni di pentola non ha perso la cottura e ogni nuova stagione si rinnova con entusiasmo e grande interesse da parte di tutti, non è cosa da poco conto.

Ad aiutarlo in questa nuova sfida ci sarà come sempre lo staff di Guido Guidi, ristoratore tra i più noti, mentre al volto di Italia 7, Anna Maria Tossani, la presentazione e gestione delle portate, anzi no, scusate, degli ospiti in gara e giuria.

Quindi tutto pronto per la sfida degli chef per un giorno il 25 e 26 agosto, ancora ignota la location, ovvero il bagno e la relativa spiaggia che accoglierà l’allegra brigata.

Ecco alcune notizie tecniche: le giurie saranno due, per un totale di 40 persone, quella dei ristoratori stellati e produttori di vino e quella che io definirei più eclettica, con giornalisti e opinion leaders.

Un consiglio agli “chef per un giorno”, gareggiate senza pensare ad essere assunti in un ristorante e per ripulire la cucina di casa aspettate con calma la fine della gara, già perché ogni piatto in gara sarà preparato nella propria abitazione sotto la sorveglianza di un tutor, per evitare eventuali aiuti esterni. Il tema del riciclo, anche quest’anno filo logico della manifestazione, dovrebbe permettere di studiare i piatti più adatti, quindi nelle serate che precedono la sfida, invitate, invitate, invitate, a cena naturalmente, perché non c’è niente di meglio che l’addestramento sul campo e poi vi servono gli avanzi.

Creatività e fantasia saranno le doti ottimali per presentare alle giurie il piatto, magari cercando di ricordare le creazioni degli anni passati per evitare doppioni e temibili scopiazzature che creerebbero dei momenti di acuto disagio, come per due signore con lo stesso abito nella stessa stanza. Dubito che un caso come questo di possa creare, ma un tocco di “non originalità” farebbe sicuramente tremare il litorale.

Basta un nulla per trasformare la spiaggia in “sabbia mobile”, errore, qui è consentito parlare solo di “sabbia nobile”, anche se naturalmente per sua natura immangiabile, però chi non ricorda il dramma della schiacciatina caduta sotto l’ombrellone e i tentativi di ripulirla soffiandoci sopra? Al gusto e all’attesa del signore vestito tutto di bianco con la trombetta di ottone e il grosso paniere pieno di leccornie da gustare dopo il bagno, si incappava nella peggiore delle tragedie con tutti quei granellini che graffiavano i denti. E’ storia anche questa e come potrebbe essere altrimenti, non c’è solo il ricordo dei grandi nomi che hanno fatto del Forte dei Marmi luogo di straordinaria attrazione mondana fin dai tempi degli Agnelli, negli anni ’40 del secolo scorso.

Torniamo ad oggi e alla parte tecnica delle due giornate dietro ai fornelli; per le quantità dovranno essere considerate 20 porzioni, infatti ad ogni giurato sarà proposta una mezza dose. Ormai siamo a fine stagione, la prova costume è un ricordo lontano, ma non è un buon motivo per abbuffarsi, anche perché a furia di mezze porzioni e relativi assaggi di vino, non crediate di alzarvi con l’appetito, anzi, visto che i concorrenti saranno 12, con 4 categorie che corrispondono a 3 antipasti, 3 primi, 3 secondi e 3 dolci, si batte tranquillamente qualsiasi pranzo di nozze nostrano.

Cosa si vince vi domanderete? Ecco qua: Cruciani Award, quello dei famosi braccialetti in macramè, gli argenti di Cassetti, week-end culturali negli alberghi della catena UNA Hotels, il premio Harry’s Bar Firenze il premio Euro -Toques International, il premio VKA la vodka Made in Tuscany, il trofeo Petruzzi, il premio La Toraia, il noto centro di degustazione di carne chianina, vini pregiati in magnum e il premio Il Forchettiere.

Il sindaco del Forte dei Marmi, Umberto Buratti, che patrocina l’evento, consegnerà il premio Scolapasta d’oro nella seconda serata della manifestazione, quindi il 26 agosto.

Ricordiamo che lo scorso anno il primo premio assoluto Euro-Toques International è stato conquistato da Giulio De Socio e Ennio Losi con il loro “Longobarde” di vitello con pomodorini e maionese piccante abbinate a un Ferrari Riserva Lunelli 2006 mentre il primo premio assoluto della stampa Castel Monastero, il resort immerso nella campagna senese, era stato aggiudicato da Guido Boni con il suo Dolce Firenze ai frutti di bosco abbinato ad un Bisol Superiore di Cartizze.

Ecco i vini selezionati per essere affiancati ai vari piatti: dal Friuli Eugenio Collavini, Dal Veneto Aneri, dalla Toscana Cecchi, Castello Banfi, Tenute Lunelli, Val delle Rose, Colle di Bordocheo, dall’Umbria Arnaldo Caprai, dalla Campania il metodo classico Dubl Esse dei Feudi di San Gregorio e dalla  Francia, lo champagne Basetta importato da Enoteca Marcucci.

Cosa dire ancora, un’indiscrezione sulla giuria, anche se ormai è cosa nota, la presenza di Gino Paoli, Gualtiero Marchesi, Gianfranco Vissani, Renato Pozzetto e Gianmarco Tognazzi, non mancheranno i momenti di simpatia e ilarità; chiederei a bruciapelo a Pozzetto, ma il Val Padana, con la nebbia cosa si mangia?

 

 

TESTO DI Giuseppe Garbarino per Corriere dell'Etruria

 

Link:

http://www.atavolasullaspiaggia.it/ 

 

La finale del Calcio Storico 2016 avrà i colori dell’azzurro e del bianco

 

Le prime due partite che si sono tenute sul “sabbione” di Santa Croce, tra i Bianchi di Santo Spirito e i Verdi di San Giovanni nel giorno di sabato 11 e le squadre degli Azzurri di Santa Croce, contro i rossi di Santa Maria Novella domenica 12, hanno definito che alla finale parteciperanno i Bianchi e gli Azzurri.

Molti i commenti positivi sulle due partite, addirittura qualcuno si è soffermato a valutare la criticità tecnica di alcuni momenti del torneo, con bravi giocatori, onesti e leali, dei veri professionisti del Calcio Storico. Tutto questo ha portato Michele Pierguidi a commenti positivi e pieni di soddisfazione, nonostante alcuni inconvenienti accaduti fuori dalla piazza al fine partita.

Magnifici messeri sono stati il primo giorno un compassato sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, omaggiato dal foulard dei Bandierai degli Uffizi, con il giglio fiorentino e i colori delle magistrature fiorentine, la domenica il campione di rugby Martin Castrogiovanni che ha osservato i giocatori con lo sguardo di chi se ne intende, mentre al suo fianco una divertita e brillante Nicole Orlando, famosa campionessa di atletica, quattro volte medaglia d’oro mondiale ai mondiali sudafricani di atletica leggera dedicati agli atleti che soffrono di sindrome di Down.

Per tutti rimane l’attesa per la finale del 24 giugno, quando il Magnifico Messere sarà l’attore Pierfrancesco Favino. Come sempre questo è il periodo dell’anno che accalora le tifoserie, La piazza Santa Croce dopo anni di immobile freddezza ha trovato il giusto equilibrio riscoprendo i colori tanto cari a Firenze, quelli dei suoi quartieri.

Ora non rimane che riuscire ad accaparrarsi i  biglietti per la finale del torneo di San Giovanni 2016 tra Bianchi di Santo Spirito e Azzurri di Santa Croce, dal  14 giugno alle ore 12 presso i punti vendita Boxoffice della Toscana e da lunedì 20 giugno anche on line.

Come sempre vinca il migliore e alla fine tutti a vedere i “Fochi”, magari con la prima fetta di cocomero in mano, tempo permettendo…

 

TESTO DI Giuseppe Garbarino

 

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150 scatti...150 foto...150 volte Duomo

  

 

 

Aperta gratuitamente fino al 12 febbraio, la mostra fotografica  "Il Duomo in 150 scatti" è stata realizzata con la collaborazione di @igers_Firenze, un challenge su Instagram che  ha documentato i monumenti del Grande Museo del Duomo,  opere e  particolari della piazza fiorentina. Si tratta di una vera e propria celebrazione di uno dei monumenti più amati della città.

A conclusione del challenge sono stati selezionati 150 scatti, tra quelli che hanno vinto il contest e quelli scattati durante una giornata con 15 instagramers provenienti da tutta la Toscana, saranno esposti in una mostra fotografica dal titolo The Best of the Duomo che si inaugura il 18 gennaio 2016, negli spazi dedicati agli eventi temporanei del nuovo Museo dell’Opera del Duomo a Firenze.

Con questa mostra si vuole festeggiare il restauro del Battistero di San Giovanni e il nuovo Museo dell’Opera del Duomo, tanto atteso e subito diventato uno dei luoghi da vedere assolutamente per una visita a Firenze. Ogni fotografo ha interpretato vedute e immagini, sfruttando i riflessi dell’acqua rimasta dopo la pioggia sulle grigio/azzurre pietre della piazza, immaginando cornici che mettono in evidenza i particolari, rendendo unici alcuni scorci a volte notati da pochissimi, il tutto con l’entusiasmo che è la componente principale di questi @igers di Instargam.

La mostra, ad ingresso gratuito, sarà visibile fino al 12 febbraio 2016 con apertura tutti i giorni dalle 16.00 alle 18.00.

 

http://operaduomo.firenze.it/

Il cocktail, quel combattivo  gallo con la coda variopinta. L’origine del termine.

  

 

 

La Firenze cosmopolita che tra la fine dell’ottocento e  l’inizio del 900 aveva plasmato una società di intellettuali composta da ex ufficiali inglesi, artisti, poeti, sfaccendati e i primi americani amanti dell’arte,  era diventata anche la culla di prestigiosi ed eleganti locali dove al tradizionale rito del thè si affiancava il culto  più moderno   dell’aperitivo.

Tutte le ore erano buone per bere qualcosa di forte, soprattutto per coloro che al più tradizionale e casalingo bicchiere di vino  dei colli fiorentini, preferivano spesso  una miscela di diversi liquori con l'eventuale aggiunta di ingredienti come lo zucchero, la frutta, bevande non alcoliche e il ghiaccio.

Questa mistura tanto amata veniva chiamata cocktail e spesso era circondata da un alone di mistero riguardo ai suoi componenti, geloso e prezioso segreto dei vari barman, infatti anche il  nome  cocktail derivava da un curioso  accostamento di parole.

La prima volta che la parola cocktail viene chiaramente definita è il 16 maggio del 1806 sul  Balance and Columbian Repository, una pubblicazione che veniva stampata ad Hudson, oggi la prima periferia di New York, una volta  una piccola contea immersa nella campagna.

Su questa rivista di varia umanità, il cocktail veniva definito come una bevanda stimolante a base alcolica, ma quello che ci incuriosisce è proprio l’origine del nome e sono due le tesi più accreditate, potrebbe infatti derivare dai  termini inglesi cock (gallo) e tail (coda),  i quali fusi insieme  davano il nome ad una bevanda che venne prodotta a partire dal 1400 nelle campagne inglesi  e che con i suo colore rosso rubino ricordava la variopinta coda del gallo da combattimento. Si potrebbe ipotizzare che  questa bevanda era offerta proprio durante queste competizioni tra i ruspanti galletti inglesi, gare a colpi di becco  introdotte in Gran Bretagna dopo la conquista romana.

Forse la ricetta di questa antica bevanda anglosassone era simile al moderno Campari, che utilizza varie tipologie di erbe, frutta  e piante aromatiche insieme all’alcol, il tutto  allungato con acqua. Secondo altri  storici si tratterebbe  del  termine francese coquetier, letteralmente “portauovo” il classico oggetto in porcellana, legno o metallo che serve per mangiare l’uovo alla coque  e che a New Orleans, città pittoresca e alternativa, veniva usato per servire i liquori, soprattutto il rum dei Caraibi, che aveva in questa città uno dei più importanti scali commerciali verso il nord america.

 Da Leonardo a Pinocchio passando per la Francigena

 

 

 

 

01/02/17     Sabato 4 febbraio 2017, alle ore 16.30, presso la Casa di Boccaccio in Certaldo Alto, si terrà l'iniziativa del Touring Club Italia “De Vulgari Eloquentia”, con la presentazione del libro “Facevo prima col treno” di Mirko Manetti, Ibiskos Risolo editore. Il libro di Manetti, montelupino, vanta una presentazione d'eccezione, quella del concittadino e onorevole Luca Lotti, scritta quando era Sottosegretario alla Presidenza Consiglio dei Ministri. L'iniziativa, ingresso libero, è patrocinata dal Comune di Certaldo.

Interverranno all'iniziativa Giuseppe Garbarino, Associazione Pinocchio a Casa Sua; Francesca Pinochi, Assessore alla cultura e al turismo del Comune di Certaldo, Damiano Landi, Console del Touring Club Italiano per il Circondario Empolese Valdelsa – autore anche di un intervento in apertura del volume – e Mirko Manetti, autore del libro.

“L’evento tratterà la promozione del territorio in relazione alla via Francigena, ai percorsi legati alla fantasia, dalla creazione da parte di Carlo Lorenzini della favola di Pinocchio – spiega Damiano Landi – alla figura di Leonardo come elemento cardine di un periodo storico, del quale ancora adesso gioviamo in termini turistici. Ci sono infatti in Toscana personaggi come Pinocchio o Leonardo, storie e culture come la Francigena, che non appartengono solo a un territorio, ma a più realtà e per questo possono arricchire tutta l'esperienza culturale del turismo in Toscana. Queste prospettive, il dialogo sulle stesse, accompagnato da illustri ospiti, faranno da cornice alla presentazione di un libro realizzato da un pellegrino sulla Francigena di oggi, Mirko Manetti, con il suo “Facevo prima col treno”.

“Ringraziamo il Touring Club Italiano per aver chiedo a Certaldo di ospitare questa iniziativa unitamente alla presentazione di questo libro – dice l'assessore Francesca Pinochi – rinnovando così una tradizione di collaborazione più che decennale. Certaldo, Comune Bandiera Arancione, si caratterizza per essere un crocevia di cultura e di saperi, caratterizzato non solo dalla cultura medievale, con Giovanni Boccaccio, patrimonio anch'egli di tutta la cultura umanistica, ma anche dal turismo legato all'arte contemporanea, allo spettacolo, all'enogastoagroalimentare, fino al turismo matrimoniale e a tutte le forme di turismo sostenibile. In tal senso siamo lieti di poter ospitare questa iniziativa di riflessione e progettualità sui temi del turismo e della promozione del territorio”.

Al termine, l'autore offrirà ai presenti un “aperitivo del pellegrino”.

 

TESTO DI Giuseppe Garbarino per Corriere dell'Etruria

 

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Celebrity Fight Night … riflettori su Firenze

 

 

 

 

  

14/09/16 - Forse la più attesa era la regina Rania di Giordania, arrivata a Palazzo Vecchio per ritirare l'Andrea Bocelli Award nel corso della cena di gala della Celebrity Fight Night, l’evento top della mondanità di questo 2016 fiorentino organizzata per raccogliere fondi a favore della Andrea Bocelli Foundation e del Mohammed Ali Parkinson Center, ma sul red carpet di vip che hanno animato i cinque intensi giorni a carattere benefico che si sono sviluppati tra i Chiostri di Santa Croce, Palazzo Vecchio e Palazzo Corsini, con due puntate fuori porta, al bocelliano Giardino del Silenzio e a Venezia nel affascinante Palazzo Pisani Moretta con il marchio della gioielleria Fratelli Piccini di Firenze, insieme al marchio Fregoli e Mikimoto.

 

 

“Il nostro mondo ha disperatamente bisogno di un nuovo Rinascimento, che spinga l’umanità a dare il meglio proprio quando la posta in gioco è più alta. Agire, non esitare. Venirsi incontro, non tirarsi indietro” è questo l’appello lanciato da Rania di Giordania, dal palco della Celebrity Fight Night il galà benefico nato dall’impegno dello scomparso Muhammed Ali e portata in Italia per il terzo anno consecutivo da Andrea Bocelli e dalla moglie Veronica. Erano oltre cento i facoltosi americani che hanno visitato le bellezze della Toscana con lo sguardo al panorama e all’arte ma la mano sul portafoglio per contribuire con ricchi contributi ai fini solidali dell’iniziativa. Alla cena fiorentina si sono aggiunti circa duecento ospiti italiani e la serata è stata presentata da Milly Carlucci e ha visto la premiazione della regina Rania e di Lonnie, la vedova di Ali che ha raccolto l’eredità del marito nella lotta contro il morbo di Parkinson. Lo stesso Bocelli accompagnato dall’orchestra del Maggio Fiorentino diretta da Zubin Mehta, si esibito nel Salone dei Cinquecento insieme a Carly Paoli, Maria Aleida, Granfranco Montesor e al violinista “rock” David Garrett.

 

Durante la serata anche un’asta di beneficenza in favore dei bimbi di Haiti e dell’Ali Muhammad Parkinson Center con un pianoforte in marmo di Carrara, aggiudicato per 410 mila dollari e una Ferrari 360 Modena trasformata in opera d’arte dalla saudita Shalemar Sharbatly battuta a 129 dollari. Attesissima tra gli ospiti la star del cinema Nicolas Cage, il compositore canadese David Foster, Chaz Palminteri, Victoria Silvstedt.

 

Dopo Firenze il prossimo appuntamento della quarta edizione della Celebrity Night italiana sarà probabilmente romana.

 

 

TESTO DI Giuseppe Garbarino per Corriere dell'Etruria

 

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Apertura a tempo per il Corridoio Vasariano

 

  

10/08/16 - Riapre per quattro mesi il Corridoio Vasariano, quel particolare ed unico percorso che collega gli Uffizi a Palazzo Pitti, passando sopra Ponte Vecchio. Il tratto museale che attraversa l'Arno era stato chiuso per ragioni di sicurezza lo scorso 11 luglio, a seguito di un esposto del sindacato Conf.Sal-Unsa Beni culturali. Nonostante questo impedimento tecnico lo scorso 22 luglio il premier Matteo Renzi fece visitare il Corridoio al Ceo di Amazon Jeff Besoz, scatenando alcune polemiche.

E' stato pertanto velocemente valutato un nuovo piano di emergenza e  il comando provinciale dei vigili del fuoco ne ha concesso l'apertura provvisoria per quattro mesi. In base alla normativa appena definita potranno accedervi contemporaneamente 88 persone incluso personale interno e accompagnatori, divisi in quattro gruppi di 22 persone. "Si tratta necessariamente di un permesso temporaneo, che nella migliore delle ipotesi darà l’opportunità di accedere al Vasariano a meno dell’1% dei visitatori delle Gallerie degli Uffizi - ha commentato il direttore degli Uffizi Eike Schmidt - purtroppo dovranno essere esclusi i portatori di disabilità motorie, per gli oggettivi problemi di sicurezza che tuttavia saranno affrontati durante i lavori già in programma a partire da quest’inverno. L’arte è di tutti, e tutti hanno il diritto di visitare i luoghi di cultura, senza ombra di pericolo e con tutta la serenità che si può umanamente provvedere nello svolgimento della visita”.

 

 

TESTO DI Giuseppe Garbarino per Corriere dell'Etruria

 

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Vitella e Palio ai Bianchi di Santo Spirito e ora si pensa al marketing e alla diretta Rai

 

  

Finalmente un torneo che si rispetti, questo è il primo commento su quanto avvenuto sul sabbione di Santa Croce in questo 2016, bello anche il “palio”, il  premio che è stato consegnato ai Bianchi, vincitori del torneo 2016, firmato dallo storico artista fiorentino Alfio Rapisardi; forse guardando alla tradizione senese è stato portato in Santa Croce una grande e pregevole tela che sintetizzava i tempi storici del Calcio Storico, con la figura del mai dimenticato Emilio Pucci, grande amico del pittore Rapisardi.

Sei cacce e mezza a sei, un trionfo di tensione e dinamismo nella partita della finale tra Bianchi e Azzurri, un vero grande spettacolo che ha dato la vittoria ai Bianchi del quartiere di Santo Spirito, ma tanta soddisfazione anche alla squadra degli Azzurri di Santa Croce.

Tutti soddisfatti, un Michele Pierguidi raggiante per il successo di questa edizione, nonostante qualche momento di tensione post partita, subito rientrato e messo all’angolo. Affluenza da record, tanto da ipotizzare un aumento della capienza degli spalti per l’anno prossimo, mentre i grandi ospiti,  Pierfrancesco Favino, Luigi Brugnaro, Martin Castrogiovanni “Magnifici messeri” e la “Leggiadra madonna”  Nicole Orlando, giustamente gioiosa e raggiante dopo i suoi successi agonistici, hanno dato un vero tocco di classe alla manifestazione.

Ma Michele Pierguidi per chi tifa? Domanda a bruciapelo alla fine dell’ultima partita… “ ma per Firenze, anzi Fiorenza e il Calcio Storico tutto, vinca sempre il migliore, il resto è di poco conto, le tifoserie fanno una parte non indifferente dello spettacolo, un plauso anche a loro, io sono super partes”.

Gli investimenti del Comune di Firenze sul Calcio Storico sono ancora lontani dalla strada del suo grande concorrente, il Palio di Siena, da sempre guardato come l’avversario nel campo delle tradizioni storiche, con campanilismi mai sopiti da secoli e guerre del passato, ma ora si guarda all’evento per un riscatto nazionale, la diretta Rai.

La grande sfida per il Calcio Storico è il marketing, quindi i gadget da anni attesi e bloccati per qualche motivo burocratico, ma tutte strategie attira turisti, penate non esiste nemmeno una cartolina con l’immagine di un calciante in una mischia o del Corteo Storico.

Ecco Filippo Giovannelli, colui che ha imbracciato il testimone retto per tutta una vita dallo storico Luciano Artusi; Filippo un anno come Direttore del Corteo Storico, una sintesi e un commento? “Una soddisfazione nemmeno lontanamente ipotizzabile, fatica, tempi stretti, impegni che portano via il quieto vivere con la famiglia, ma ne valeva la pena, un mondo pieno di vita e di prospettive, ma ora un po’ di riposo, meritato riposo…”

Gli sguardi dei calcianti che lasciano il sabbione dopo la partita sono tra un misto di gioia e occhi che guardano al nulla, e non necessariamente tra chi ha vinto e chi ha perso, tutta la carica si è esaurita con il fine partita, i colpi di colubrina segnano lo stop, entrano i musici per “l’Inno alla vittoria”, il cerchio magico al centro della piazza, si ripongono gli stendardi delle tifoserie, sulle gradinate rimangono i cartoni dei fumogeni, qualche maglietta strappata, bottigliette di plastica schiacciate.

E per i Fochi di san Giovanni, nulla da dire, per la prima volta il popolino con il naso all’insù e la prima fetta di cocomero di stagione non ha potuto dire “eran meglio quelli dello scorso anno”, c’è poco da fare…diamo a Cesare quel che è di Cesare…

 

 

TESTO DI Giuseppe Garbarino per Corriere dell'Etruria

 

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Sotto le Stelle per ATT 

 

Piazza Ognissanti è da tempo luogo deputato a grandi eventi, matrimoni da favola, colori e luci variegare, per questo si è tenuta in questo spazio cittadino, definito anche il “salotto buono” di Firenze la grande cena “sotto le stelle”, organizzata dall’ATT (Associazione Toscana Tumori) di Firenze.

Successo nemmeno tanto scontato, complice temibile il tempo, che con un temporale  di tutto rispetto ha fatto tremare l’organizzazione, trasformando la piazza in un vero e proprio torrente, sotto lampi e un cielo veramente cupo.

Tutto si è risolto per il meglio, grazie alla ditta di catering Lodovichi di Arezzo che si è offerta di allestire la serata e sicuramente a qualche ballo propiziatorio fatto di nascosto dai responsabili dell’Att.

Quindi nonostante le bizze di Giove Pluvio, tutti a cena con impeccabile organizzazione alle 20,30 di mercoledì 8 giugno.

L’evento che è iniziato al tramonto, anche se con qualche nube ancora a preoccupare,  è alla seconda edizione, ed è stato organizzato grazie all’appoggio dall’Associazione Borgognissanti presieduta dal noto Fabrizio Carabba.

In apertura della serata le parole del Sindaco Nardella e del presentatore Kagliostro, al secolo Alessio Nonfati , direttamente della trasmissione televisiva Attenti al Tubo.

Curiosità la presenza di oltre 700 ospiti, quasi come l’età della bellissima chiesa di Ognissanti, che nobilita ulteriormente la piazza affacciata sull’Arno.

Ad allietare i presenti, oltre ai saluti di rito di Fabrizio Carabba e del presidente dell’Att Giuseppe Spinelli, la musica di Honey Pie e dall’esibizione dei Piromanti della Signoria,  che  con le loro esibizioni di giocoleria pirica, hanno portato tra i commensali la magia e il fascino del fuoco.

Il ricavato della serata è tutto devolto a sostegno delle Cure Domiciliari Oncologiche gratuite offerte dall’Att ai malati della Toscana.

Ecco alcune delle parole spese a sostegno dell’iniziativa da parte di Fabrizio Carabba:

“Sono orgoglioso di aver realizzato questa seconda edizione che ha visto rinnovarsi e rafforzarsi la collaborazione con tante realtà cittadine che hanno risposto con entusiasmo al nostro appello, felici di mobilitarsi per una nobile causa”.

Giuseppe Spinelli, presidente dell’Att conferma i ringraziamenti per essere partecipi di questa bella manifestazione, un  sostegno che viene dal cuore dei fiorentini, il grande cuore della città.

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Firenze e ha ricevuto il supporto di importanti sponsor dei quali facciamo giustamente i nomi: Consorzio Vino Chianti, The Westin Excelsior Florence, Avis Budget, Jdevents, Marchingegno Service, Enrico Coveri, Gianni Ugolini Photographer, Labardi Fiori Firenze, Catering Tonino da Cortona, Colle Bereto, Cinema Fulgor, Savitransport, Asmana Wellness World, Scuola del Cuoio, Museo dell’Opera del Duomo, Giorgio Romani Woodturning, AquaFlor Firenze, Angela Caputi-Giuggiù, Dandelion Firenze, Farmacia Molteni. 

Al prossimo anno in questa stupenda piazza!

 

TESTO DI Giuseppe Garbarino

 

Link:

 

http://associazionetumoritoscana.it/

http://www.borgognissanti.it/

Cronache di Birra...

 

E' in arrivo la Settimana della birra artigianale, è un evento organizzato da "Cronache di birra". Per una settimana sarà possibile scoprire le produzioni dei micro birrifici e avvicinarsi a birre artigianali italiane o straniere. Si tratta di produzioni reperibili con sempre maggiore facilità in birrerie, negozi specializzati e siti web.

L'evento Florence Beer Marathon ha l'obiettivo di promuovere il settore, offrendo visibilità ai prodotti dei birrifici più piccoli e a tutte le realtà operanti nel settore, che siano pub, birrerie, beershop, associazioni o altro. L'evento ha un carattere nazionale, con la finalità di suscitare interesse nei nuovi e potenziali consumatori, oltre alla fidelizzazione di coloro che sono entrati in contatto con questo mondo solo da poco tempo.

La Settimana della Birra Artigianale vuole quindi promuovere l'aspetto conviviale della bevanda, che è uno degli elementi che ne hanno da sempre decretato il successo. 

Il programma a Firenze e provincia è in continuo aggiornamento.

Alcune proposte:

Greve in Chianti - Degustazione piatti abbinati alle birre artigianali, dal 7 al 13 marzo, organizzato dal ristorante enoteca Fuoripiazza (via 1°maggio 2)

Montespertoli - Apericena con birre artigianali km0 e prodotti tipici locali. L'appuntamento è per l'11 e 12 marzo da Licchio (via Roma, 5).

Firenze - Collezionisti birrari a Firenze, il 12 marzo da Il Barattolo (Autopark Hotel via Lippi e Macia 22).

Campi Bisenzio - Beer & Food, il 12 e 13 marzo da Mastrale (Via Ugo Novelli, 66. Accesso da via Cinque giornate). Due serate dedicate alla degustazione delle loro birre.

 

www.settimanadellabirra.it